L’autofocus è stato storicamente il tallone d’Achille delle fotocamere mirrorless, ed in particolare delle Fujifilm. Frequentemente, però, è la mancata conoscenza di come funziona nel dettaglio il sistema AF la causa dei problemi più che la fotocamera in sé. Ho pensato quindi di fare un articolo (per quanto possibile di taglio pratico) sull’autofocus Fujifilm (in particolare della Fuji X-H1) per conoscerlo meglio e poterlo quindi usare nel migliore dei modi.

Attrezzatura usata: Fujifilm X-H1 con firmware 1.11

AF a rilevamento di fase o di contrasto

Come prima cosa vediamo di capire, in modo velocissimo e senza troppi tecnicismi, come funzionano i due principali sistemi di autofocus: quello a rilevazione di fase (usato anche nelle reflex) e quello a rilevamento di contrasto.

L’AF a contrasto funziona, semplificando al massimo, così: selezionando il punto di messa a fuoco chiediamo alla fotocamera di trovare la posizione in cui, in quel punto, il contrasto è massimo, e questo avviene quando lo specifico punto è a fuoco. Infatti, se ci pensi, quando un oggetto è sfocato è più “impastato” e quindi meno contrastato. Questo sistema è preciso ma lento: per trovare il punto esatto bisogna spostare la messa a fuoco (MAF) avanti ed indietro alla ricerca del massimo contrasto. Il problema è infatti che la fotocamera non sa in che direzione spostare la MAF: il punto preciso potrebbe essere sia davanti che dietro il punto dove si trova.

Questo funzionamento lo si vede bene nel filmato seguente di Sony:

Come puoi vedere il movimento avanti/indietro non è proprio veloce e, soprattutto in modalità video, assolutamente non piacevole da vedere.

L’AF a rilevamento di fase è tecnicamente molto più complesso, ma semplificando al massimo puoi pensare ogni punto di messa a fuoco come composto da due sensori che “vedono” l’immagine da angolazioni diverse, un po’ come avveniva nelle fotocamere a telemetro. Quando le due immagini sono uguali la MAF è corretta e, soprattutto, quando il punto non è a fuoco, confrontando le due immagini, è in grado di capire la direzione (avvicinarsi od allontanarsi) in cui spostare l’obiettivo.

Anche qui, un secondo video Sony ci aiuta a capire la differenza

In realtà l’AF a rilevamento di fase delle mirrorless non è un vero rilevamento di fase (come avviene nelle reflex, nelle quali esiste un sensore apposito posto sotto lo specchio), anche se ci va vicino: usa dei pixel a rilevamento di fase per avvicinarsi al punto preciso di MAF e fa successivamente dei micro aggiustamenti a contrasto.

Questa distinzione è molto importante anche per la nostra Fuji, che ha alcuni punti dove lavora con AF a rilevamento di fase (quelli centrali, indicati di seguito in verde) e altri solo a rilevamento di contrasto. Nel dettaglio, a seconda se da menu hai impostato 91 o 325 punti avrai la seguente situazione:

Fonte: MirrorlessComparison.com

Fonte: MirrorlessComparison.com

Da quanto abbiamo detto prima è evidente che, per quanto possibile, sarebbe meglio usare un punto di messa a fuoco a rilevamento di fase. Questo è abbastanza facile, perchè nel display della X-H1 i punti a rilevamento di fase sono indicati con una dimensione maggiore rispetto a quelli solo a rilevamento di contrasto, mentre quando sposti il punto di MAF con il joystick tali punti sono indicati con un piccolo quadratino centrale

Aree di messa a fuoco

Con la X-H1 è possibile selezionare diversi tipi di aree di messa a fuoco:

  • Punto singolo: dove è possibile selezionare sei diverse dimensioni di area. Per cambiare la dimensione: premi il joystick per spostare la zona di MAF e usa la ghiera posteriore/anteriore per ciclare tra esse. In questa modalità, limitatamente in AF-S, è possibile verificare la corretta MAF premendo la ghiera posteriore: in questo modo verrà ingrandita l’area nel display/EVF della fotocamera (premere nuovamente la ghiera per tornare alla visualizzazione normale).

    Scelta del punto/dimensione di MAF (da manuale XH1)

  • Zona: dove è possibile scegliere una griglia di 3x3, 5x5 o 7x7 pundi di MAF. Per cambiare la dimensione si fa nello stesso modo sopra descritto
  • Grandang/Tracciat (brutta traduzione) ossia Wide/Tracking: in AF-S usa un’area ancora più allargata, pari a tutto il fotogramma, per la scelta automatica del soggetto, mentre in AF-C mette a fuoco un oggetto intorno all’area selezionata col joystick (non necessariamente dentro l’aera, va bene anche nelle immediate vicinanze) e lo segue mentre esso si sposta all’interno del fotogramma, sia per spostamenti suoi che della fotocamera
  • Tutto: si può cliclare, sempre usando la ghiera, tra i diversi tipi di aree sopra descritti

Ricorda che per visualizzare l’area di fuoco è necessario aver impostato correttamente il menu AF/MF -> AREA MESSA A FUOCO (come è di default).

Visto il funzionamento ibrido tra rilevazione di fase e di contrasto sopra descritto, è chiaro come la dimensione dell’area di MAF (sia a punto singolo che in zona) sia un parametro critico: all’interno di esso devono esserci degli elementi a sufficiente contrasto per eseguire una messa a fuoco precisa (quindi meglio un’area più larga), ma al contempo non troppo grande per evitare di sbagliare soggetto (infatti in un’ampia area ci sono più elementi, e la fotocamera di suo non sa quale vuoi a fuoco). Per questo è così importante saper bene come cambiare i settaggi (e cosa comportano) ed essere veloci nel farlo. Ad esempio: se vuoi mettere a fuoco una montagna usa un punto più largo per avere maggiori dettagli su cui far lavorare l’AF, mentre se il soggetto è una persona lavora con un punto più piccolo per essere sicuro di selezionarlo precisamente.

Rilevamento Facciale ed Occhio

Una funzione particolarmente utile è il rilevamento automatico del volto e dell’occhio. Il funzionamento è abbastanza semplice: se viene rilevato un volto (in qualsiasi punto del fotogramma) la MAF avviene su di esso. Se sono presenti più volti la MAF avviene su quello più vicino al centro del fotogramma ed esso viene segnato in verde mentre gli altri volti riconosciuti ma su cui non è stata fatta la MAF sono indicati in bianco. Le opzioni possibili sono:

OpzioneSignificato
FACCIALE ON/OCCHI OFFRiconoscimento dei volti attivo, dell’occhio disattivo
FACC. ON/OCCHI AUTOMRiconoscimento dei volti attivo e l’occhio da mettere a fuoco viene scelto automaticamente. Di solito viene preferito l’occhio più vicino, ma posso dire che non sempre questo avviene
PR. FACC. ON/OCCH. DXRiconoscimento dei volti attivo e MAF sull’occhio destro del volto individuato
PR. FACC. ON/OCCH SXRiconoscimento dei volti attivo e MAF sull’occhio sinistro del volto individuato
FACCIALE OFF/OCCHI OFFRiconoscimento facciale e di occhio disattivati

Il funzionamento di questo sistema è, a mio parere, ancora da ottimizzare: alcune volte, ad esempio, viene trovato un volto inesistente. Il riconoscimento dell’occhio, anche se perfezionabile, invece funziona in modo più preciso, ma ovviamente si abilita solo quando viene riconosciuto precedentemente un volto.

AF Singolo e Continuo

Abbiamo visto come impostare il punto o l’area di messa a fuoco. Ora capiamo come si comporta l’AF che il fuoco è stato ottenuto.

Sostanzialmente è possibile fare due cose:

  • tenere il fuoco fisso dove è stato trovato (AF-S)
  • seguire il soggetto mentre si sposta (AF-C)

Quando usare i dei due sistemi è evidente: usiamo AF-S su soggetti statici e AF-C su soggetti dinamici. Storicamente l’AF-S è più preciso e veloce, anche se sulla XH1 anche l’AF-C può essere usato con tranquillità. L’AF-S è comunque più preciso, e quando possibile ti consiglio di usare questa modalità.

La scelta della modalità di MAF avviene con la ghiera anteriore:

(fonte: manuale XH1)

Opzioni di tracciamento AF-C

Dal menu AF/MF -> IMPOST. PERSONALIZZ. AF/C è possibile selezionare una delle diverse opzioni di tracciamento per l’autofocus continuo. Infatti quando un soggetto si muove e il sistema di AF deve seguirlo possono accadere diverse cose, tra le quali:

  • il soggetto entra improvvisamente nel campo inquadrato (ad esempio uno sciatore che appare alla vista), ed in questo caso dovrebbe essere agganciato il prima possibile
  • un ostacolo si inserisce tra noi ed il soggetto, ed in tale caso deve essere ignorato
  • il soggetto cambia direzione

La X-H1 ha quindi tre opzioni per poter definire il comportamento dell’autofocus continuo:

  • SENSIBILITA’ TRACCIATURA: indica quanto tempo ci mette la fotocamera per agganciare un soggetto che entra nel fotogramma. Un valore basso indica che cambia velocemente soggetto (nell’esempio di prima sarebbe ok per lo sciatore, mentre per evitare gli ostacoli dovrebbe essere alto)
  • SENSIBILITA’ TRACC. VELOC.: indica la sensibilità alle variazioni di velocità. Un valore alto indica che la fotocamera sarà molto veloce a seguire variazioni di velocità del soggetto, ma, dato l’algoritmo di calcolo, avrà contemporaneamente più difficoltà su soggetti a basso contrasto
  • COMMUTAZIONE AREA: se l’AF è impostato su ZONA indica che priorità dare alle diverse parti dell’area AF, ossia se dare priorità ai soggetti più vicini o a quelli più centrali dell’area

Per semplicità esistono delle opzioni già preimpostate che possono andare bene per la maggior parte dei soggetti. I nomi sono già autoesplicativi quindi non è il caso di soffermarci troppo su di essi:

  • IMPOSTAZIONE 1: MULTIFUNZIONE. Una via di mezzo che può essere utile nelle situazioni normali
  • IMPOSTAZIONE 2: IGNORA OSTACOLI E CONTINUA A TRACCIARE IL SOGGETTO
  • IMPOSTAZIONE 3: PER SOGGETTI CHE ACCELERANO/DECELERANO
  • IMPOSTAZIONE 4: PER SOGGETTI CHE APPAIANO IMPROVVISAMENTE. Non usarlo se pensi possano entrare ostacoli nel fotogramma
  • IMPOSTAZIONE 5: PER SOGGETTI CHE VAGANO E ACCELERANO/DECELERANO. Usalo quando i soggetti cambiano molto velocità e contemporaneamente si spostano molto
  • IMPOSTAZIONE 6: PERSONALIZZATO. E’ possibile impostare i valori di sensibilità a mano

Modo Boost

La X-H1, così come la X-T2, ha due modalità generali di funzionamento: Normale e Boost. Di default lavora in modalità normale per risparmiare batteria, ma è possibile passare a Boost sia usando il menu SETUP sia (come ti consiglio) utilizzando un tasto di scelta rapida.

Infatti mentre di solito Normale è sufficiente (soprattutto in AF-S), dove è necessaria la massima velocità dell’autofocus la modalità Boost è fondamentale. Anche se questo va, ovviamente, a discapito delle prestazioni della batteria.

La modalità BOOST ha anche altre differenze che per comodità ti riporto qui:

ModalitàVelocità AFQualità EVFFrame rate EVF
NORMALENormaleNormale60fps
BOOSTAltaAlta100fps

Da prove che ho effettuato ho notato che la velocità (soprattutto in AF-C) della modalità BOOST è, come è lecito aspettarsi, superiore rispetto a NORMALE. La precisione invece è simile

Pulsante AF-ON

Il pulsante AF-ON consente eseguire una messa a fuoco in modo indipendente dal pulsante di scatto. Funziona logicamente allo stesso modo, con la differenza che però non viene mostrato l’indicatore di distanza della profondità di campo (vedi dopo) . Il motivo di questo non mi è chiaro e sto ancora quindi approfondendo. Non appena ho novità aggiornerò questo articolo.

L’utilizzo dell’AF-ON è molto comodo per tenere la MAF bloccata su un punto per diversi scatti anche singoli e per chi è abituato a mettere a fuoco ad esempio al centro e ricomporre. Sulla X-H1 poi il pulsante è grosso e posizionato comodamente, ed è quindi molto più usabile (a mio parere ovviamente) rispetto ad altri modelli più piccoli tipo X-T2.

Ricorda inoltre che in modalità a fuoco manuale (MF) se premi il pulsante AF-ON verrà commutato un attimo in AF e messo a fuoco il punto desiderato. Da qui, poi, potrai modificare a piacere in manuale.

Indicatore Distanza

Sia nell’EVF che nel display è possibile verificare a che distanza è stata eseguita la messa a fuoco con l’indicazione della profondità di campo.

Breve introduzione: indipendentemente dal diaframma scelto per lo scatto il punto di MAF, ossia il punto dove il soggetto è a fuoco, è sempre solo uno. Ossia non esistono distanze diverse a fuoco perfetto, anche usando diaframmi molto chiusi. Tuttavia in questi casi ci sono aree prima e dopo il punto di MAF che sono ugualmente visibilmente nitide (anche se tecnicamente non lo sono). Questo sia ampia la zona nitida a parità di diaframma dipende da diversi fattori, il più importante dei quali è come guardiamo una foto: se la stampiamo (magari anche in grande) la foto verrà vista da una certa distanza e nel suo insieme, mentre se la guardiamo a monitor ad alta risoluzione magari al 100% quello che credevamo a fuoco in realtà non lo è.

Se provi a stampare una foto con alcune zone poco nitide, ad esempio, vedrai che stampandola in piccolo o guardandole da lontano sembreranno più nitide.

Indicatore profondità di campo (fonte: manuale XH1)

La X-H1 è stata la prima fotocamera a darci la possibilità di scegliere come visualizzare la profondità di campo. In particolare puoi scegliere:

  • BASATO SU PELLICOLA: è il sistema usato nelle fotocamere precedenti, e si basa sul risultato in fase di stampa, come avveniva per le pellicole
  • BASATO SUI PIXEL: invece si riferisce alla visualizzazione su schermo ad alta risoluzione

Se provi a vedere i due sistemi noterai che quello basato sui pixel restituisce ovviamente una profondità di campo nettamente inferiore: è quindi più conservativo. Per questo motivo personalmente lascio attivo questo metodo, conscio del fatto che, in fase di stampa, avrò poi una maggiore profondità e quindi zona nitida.

E’ necessario però sapere una cosa: la scala delle profondità di campo è indicativa e più o meno precisa a seconda dell’obiettivo utilizzato (si basa sulla posizione delle lenti dell’obiettivo, non su una qualche – impossibile – analisi dell’immagine), quindi non ci si può fare affidamento al 100%. Insomma, si tratta di un utile strumento di supporto (soprattutto quando si lavora a fuoco manuale e si vuole cercare l’iperfocale) ma non considerarlo come la Bibbia.

Conclusioni

Il sistema autofocus delle mirrorless Fujifilm ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, ma è ancora migliorabile. Anche la X-H1, pur con tutte le accortezze del caso, ogni tanto sbaglia la MAF, a volte anche su soggetti apparentemente semplici. Tuttavia lo studio approfondito di come funziona tale sistema mi ha permesso di ridurre drasticamente gli errori, e spero che questa spiegazione possa essere di aiuto anche a te. Rimango comunque fiducioso che i prossimi aggiornamenti firmware aumenteranno ancora le performance e soprattutto la precisione di questo prezioso alleato, come avvenuto per la storica X-T1 con il meraviglioso firmware 4.

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