La più grossa novità della versione 7.1 di Lightroom Classic CC da poco rilasciata è la riscrittura completa della funzione Auto, che ora usa l’intelligenza artificiale. Vediamo come va rispetto alla corrispondente versione Luminar.

Il tema del momento, un po’ in tutti i campi, è infatti l’uso delle intelligenze artificiali, ossia software che auto-apprendono (usando un’altra parola del momento: deep learning).

Nel caso dei programmidi manipolazioni delle immagini (come Lightroom o Luminar) l’AI si applica attualmente a:

  • riconoscimento automatico degli oggetti presenti in una foto (per fini di ricerca, una sorta di auto tag)
  • il riconoscimento di come è fatta un’immagine e qual’è il soggetto per poter applicare regolazioni ad hoc sulla stessa (filtri AUTO, tema di questo articolo)
  • migliori algoritmi di rimozione di oggetti che non si basano solo sui pixel adiacenti ma sull’oggetto rappresentato che si vuole eliminare

Lightroom Classic 7.1

Il changelog dell’aggiornamento 7.1 di dicembre 2017 riporta:

Avviate i ritocchi in modalità Auto: grazie alla tecnologia Adobe Sensei le regolazioni vengono applicate in modo intelligente in base alle caratteristiche di luce e colore di una foto. La funzione Auto di Adobe sfrutta ora l’apprendimento automatico avanzato per applicare automaticamente le modifiche migliori per i seguenti cursori: Esposizione, Contrasto, Luci, Ombre, Bianchi, Neri, Saturazione e Vividezza. Inoltre, la funzione Auto permette adesso di ottimizzare le regolazioni delle foto anche dopo aver applicato un ritaglio.

Le reti neurali alla base di questa funzione sono state formate implementando migliaia di scatti professionali e di foto modificate manualmente, per valutare e correggere un’immagine proprio come farebbe un essere umano.

Sensei è il nome dato all’insieme di tecnologie di Intelligenza Artificiale di casa Adobe, e sostituisce la vecchia funzione Auto presente in Lightroom dalla notte dei tempi (e che era abbastanza inutile secondo me).

L’applicazione del nuovo algoritmo avviene automaticamente premendo il pulsante Tono Automatico nel pannello Base di Lightroom, esattamente come avveniva con il vecchio algoritmo.

Luminar Accent AI

Una funzione simile è già presente in Luminar 2018, dove viene chiamata Accent AI. A differenza della versione Adobe, l’implementazione Luminar viene vista come un filtro, e quindi è possibile definire la percentuale di “forza” (Boost) con la quale viene applicata. In questo modo si può “tarare” secondo le proprie esigenze ed i propri gusti.

Perchè provare le funzioni Auto?

Forse ti chiederai perchè perdere tempo a studiare un algoritmo automatico quando si possono ottenere risultati sicuramente migliori facendo manualmente la postproduzione. Un paio di esempi ti possono far capire quanto una funzionalità automatica fatta bene possa essere utile:

  • torni a casa dalle vacanze con la famiglia dove hai scattato 1000 foto. Applicare automaticamente uno sviluppo ad hoc per singola immagine già in fase di importazione ti consente di non dover poi modificare manualmente la maggior parte di esse. Nota che questo è molto diverso dall’applicare un preset, che per sua definizione sarà uguale per tutte le foto
  • fare editing (ossia scelta delle immagini migliori) su immagini già postprodotte è solitamente più semplice
  • puoi concentrarti sulla postproduzione selettiva delle sole foto migliori
  • i RAW appena importati nello sviluppatore RAW sono “piatti” e necessitano sempre di una (magari minima) postproduzione. Per mancanza di tempo in molti scattano RAW+JPEG e modificano il RAW solo per esigenze specifiche. Un filtro Auto ben fatto ti consente di evitare tutto questo ed avere dei RAW già postprodotti automaticamente.

Confronto Lightroom-Luminar

Per questo breve test  ho usato alcuni file RAW, sia della Fujifilm XT-1 che della Sony A7ii.I file sono stati solamente importati e ho successivamente applicato esclusivamente l’intelligenza artificiale come descritto in precedenza. Per Luminar ho creato due versioni: una con Boost a 100 e l’altra con Boost a 50.

Di seguito ti riporto le immagini ridimensionate. Poichè per alcune le differenze sono poco evidenti dopo tale intervento ti indico anche i collegamenti per scaricare le foto in dimensione originale per poter eventualmente vedere meglio le differenze.

Prima Foto – RAW Fujifilm XT-1

Si tratta di un’immagine tutto sommato semplice: la differenza di luminosità non è eccessiva e le modifiche che farei sono di schiarire la parte davanti e rendere più evidente il colore del cielo. Un leggero aumento del contrasto non mi dispiace.

Immagine originale a zero. Nessuna correzione applicata

Immagine “AUTO” di Lightroom

Immagine AI Filter di Luminar Boost 50

Immagine AI Filter di Luminar Boost 100

Scarica File ZIP con le foto al 100% in dimensione originale (10MB).

Seconda Foto – RAW Fujifilm XT-1

Simile alla precedente, qui enfatizzerei maggiormente il cielo. Lo schiarimento del palo in primo piano invece non mi piace.

Immagine originale a zero. Nessuna correzione applicata

Immagine “AUTO” di Lightroom

Immagine AI Filter di Luminar Boost 50

Immagine AI Filter di Luminar Boost 100

Scarica File ZIP con le foto al 100% in dimensione originale (10MB).

Terza Foto –  RAW Sony A7ii

Immagine con luci miste (scattata prima dell’alba), sia artificiali che naturali. La presenza di una leggera nebbiolina può richiedere (per una procedura automatica) un aumento del contrasto. Non vedo però bene l’effetto “troppo” stile HDR un po’ di tutte le immagini.

Immagine originale a zero. Nessuna correzione applicata

Immagine “AUTO” di Lightroom

Immagine AI Filter di Luminar Boost 50

Immagine AI Filter di Luminar Boost 100

Scarica File ZIP con le foto al 100% in dimensione originale (20MB).

Quarta Foto – RAW Sony A7ii

Qui le cose si fanno interessanti: ho sottoesposto l’immagine per non perdere dettaglio nel cielo, vero protagonista della scena. Non vorrei però un risultato eccessivamente marcato di schiarita del primo piano, per non perdere la differente luminosità che effettivamente era presente nella scena. L’unica versione che mi soddisfa è la Luminar Boost 50.

Immagine originale a zero. Nessuna correzione applicata

Immagine “AUTO” di Lightroom

Immagine AI Filter di Luminar Boost 50

Immagine AI Filter di Luminar Boost 100

Scarica File ZIP con le foto al 100% in dimensione originale (12MB).

Quinta Foto – RAW Sony A7ii

Immagine ancora più estrema: esposizione per l’esterno della galleria. Vedo bene uno schiarimento generale dello ombre (ma non eccessivo) e concentrato maggiormente sulla persona in primo piano che viene verso di me (regolazione locale). Anche qui la versione che preferisco è ancora la Luminar 50, che però necessita di una regolazione locale.

Immagine originale a zero. Nessuna correzione applicata

Immagine “AUTO” di Lightroom

Immagine AI Filter di Luminar Boost 50

Immagine AI Filter di Luminar Boost 100

Scarica File ZIP con le foto al 100% in dimensione originale (11MB).

Sesta Foto – RAW Sony A7ii

Soggetto a fuoco in primo piano visibilmente sottoesposto e sfondo sovraesposto. Un classico caso di controluce. Qui mi sembra si siano comportati tutti abbastanza bene.

Immagine originale a zero. Nessuna correzione applicata

Immagine “AUTO” di Lightroom

Immagine AI Filter di Luminar Boost 50

Immagine AI Filter di Luminar Boost 100

Scarica File ZIP con le foto al 100% in dimensione originale (10MB).

Conclusioni

Entrambe le “Intelligenze Artificiali” lavorano discretamente bene, almeno nei casi più semplici. L’effetto che restituiscono è però forse troppo finto HDR per i miei gusti. Le foto AUTO di Lightroom mi paiono poi con un po’ poco contrasto, ma anche qui è questione di gusti personali. La versione Luminar con Boost a 100 è, di contro, troppo “pompata” in quasi ogni situazione. Quella a mio avviso più bilanciata è la Luminar con Boost a 50.

Userò questa funziona in fase di importazione? Probabilmente sì, ma limitatamente alle foto di vacanze o eventi. L’effetto eccessivamente HDR che al momento sfornano non mi spinge ad usare questa funzione più massicciamente, almeno per ora . Speriamo che queste AI diventino in un futuro ancora più intelligenti, anche se i passi in avanti rispetto alle vecchie modalità automatiche sono evidenti.

Nota Importante

Questo articolo non vuole in nessun modo spingerti ad usare o ad acquistare un software piuttosto che un altro. Riflette solo il mio pensiero relativo alla situazione testata. Anche se sono iscritto al programma di affiliazione Skylum (motivo per il quale riesco a scontare Luminar a chi volesse eventualmente acquistarlo) nessun articolo del sito è sponsorizzato o falsato nelle conclusioni.

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