Come puoi notare guardando il sito, trovo il software Luminar della Skylum particolarmente interessante e potente. Ho pensato quindi di scrivere una mini serie di articoli, una specie di tutorial in italiano, per consentire a chi si avvicina ad esso per la prima volta di conoscerne i fondamenti.

Questo tutorial sarà più approfondito rispetto alla prova fatta qualche mese fa (che puoi leggere qui) e quindi ho preferito dividerlo in parti per renderlo più facilmente leggibile (vedi in fondo per tutti gli argomenti trattati). In questa prima puntata vediamo i concetti base e l’interfaccia.

Interfaccia

Una volta aperta un’immagine in Luminar 2018 ti viene presentata l’interfaccia del programma.

    L’area di lavoro di Luminar 2018

Vediamone le diverse componenti:

  1. Zoom: visualizza l’immagine al fattore di zoom impostato
  2. Prima/Dopo: premendo il pulsante si passa dalla visualizzazione del file originario a quello cone le modifiche attive
  3. Prima/Dopo Affiancato: divide la finestra di visualizzazione in due parti con la foto originaria e modificata
  4. Undo e Storia: un bottone di Annullamento ultima operazione (il normale CTRL-Z) e Storia delle modifiche. Quest’ultima è particolarmente utile in quanto può essere usata per tornare ad un qualsiasi punto precedente delle modifiche effettuate. Ad esempio:
  5. Tools: strumenti per il crop, timbro clone e rimozione di oggetti. La versione MacOS ha qualche strumento in più che verrà presto aggiunto anche sotto Windows
  6. Bottoni che consentono di visualizzare o nascondere la finestra dei preset (9) e la barra di lavoro di destra. In pratica nascondendo entrambe si vedrà l’immagine a dimensione massima
  7. Esportazione rapida: consente di esportare un’immagine in JPEG o condividerla sui Social in modo rapido e veloce
  8. Area di visualizzazione immagine: viene mostrata l’immagine aperta e sulla quale stiamo lavorando
  9. Finestra dei preset: anteprima dei preset applicati all’immagine della categoria selezionata. Per cambiare categoria premere su “Categories”. Per avere più informazioni sui preset ti rimando a questo articolo
  10. Informazioni ed istogramma: vengono mostrate dimensioni immagine e profondità bit, dati di scatto di base ed istogramma (diviso per canale luminosità, bianco, e canali colore rosso, verde e blu)
  11. Area livelli: in Luminar è possibile aggiungere livelli e per ognuno di essi è possibile definirne le opzioni di fusione (blending mode) nonché l’opacità, in modo del tutto analogo a quanto avviene in Photoshop
  12. Barra dei filtri: qui vengono inseriti (bottone Add Filters) ed applicati i filtri (ne parleremo tra pochissimo)
  13. Workspace: è possibile utilizzare un proprio ambiente di lavoro (o sceglierne uno preimpostato) nel quale trovare già presenti i filtri che usiamo più spesso, tutti a zero. Ad esempio: se usiamo quasi sempre lo sviluppo RAW, chiarezza, struttura e lo strumento curve ad ogni apertura di una immagine dovremo aggiungere i 4 filtri indicati (usando il bottone Add Filter). Un’alternativa più veloce è invece creare un ambiente di lavoro (workspace) con tali filtri e con un click li avremo già tutti disponibili e pronti all’uso
  14. Filtri applicati e relative correzioni: qui è dove si lavora per modificare nel concreto l’immagine

Concetti Base

Luminar funziona in maniera leggermente diversa rispetto a Lightroom e Photoshop: ogni strumento di regolazione (anche la semplice funzione di aprire le ombre o la modifica dell’esposizione) è un filtro o parte di un filtro.

Ad esempio è un filtro la chiarezza (Clarity), così come altro filtro è lo sviluppo base del RAW (Raw Develop):

I filtri definiti su un’immagine vengono applicati in sequenza, a seconda dell’ordine in cui sono presenti della finestra di destra (14). E’ ovviamente possibile cambiare l’ordine di applicazione trascinando un filtro sopra o sotto altri. Nell’esempio sopra se facciamo click su Clarity e lo spostiamo sopra a RAW Develop invertiamo l’ordine con cui queste modifiche vengono applicate all’immagine.

Man mano aggiungiamo filtri all’aera di lavoro andiamo ad aggiungere correzioni all’immagine.

Aree di lavoro e Preset

Arrivato a questo punto potrebbe non esserti chiarissima la differenza tra spazio di lavoro e preset.

Uno spazio di lavoro rappresenta un insieme di filtri in un ordine prestabilito che consentono velocemente di fare le operazioni più comuni. I filtri così impostati sono sempre a zero: lo spazio di lavoro è solo un modo per velocizzare le modifiche evitando di aggiungere manualmente sempre gli stessi filtri. Invece i preset (presenti nell’area dei preset 9) sono anch’essi un insieme di filtri, ma con delle regolazioni già preimpostate. In questo modo è possibile partire già da uno stile e fare delle modifiche su queste. Per approfondire i preset e confrontarli con i LUT file (concetto avanzato che vedremo in seguito) ti rimando a questo articolo.

Nella seconda parte vedremo più in dettaglio come usare alcuni importanti filtri per lo sviluppo dei file RAW.

 

Sconto Luminar

Sei interessato ad acquistare Luminar 2018? In fase di acquisto usa il codice coupon "COLOREDIGITALE" per avere 10 euro di sconto immediato.
Informazioni - Acquista

Restiamo in contatto

Seguici su Telegram: http://t.me/coloredigitale
Iscriviti alla pagina facebook: http://facebook.com/pg/coloredigitale
Seguici su Twitter: https://twitter.com/coloredigitale

Dubbi? Domande? Suggerimenti? Contattami

Pin It on Pinterest